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max 20 photos, statement and bio. 

INTERVIEW

 

Tazi Zine

 

by Teodora Malavenda

 

Raccontateci chi siete

 Tazi Zine è un collettivo milanese di grafici, fotografi e amanti delle lettere che vuole raccontare, tramite pubblicazioni editoriali, la storia e la cultura di Milano. Il progetto è immaginato come una sorta di vecchio taxi giallo che ti porta in giro a conoscere il bello e il brutto della città. Da qui la scelta del nome e dei colori giallo e nero per l'identità grafica.

 

Qual è l’obiettivo del vostro progetto?

Abbiamo sempre ascoltato e siamo sempre stati attratti da storie che parlavano di come era Milano. Aneddoti o curiosità che ci piacerebbe tramandare per preservare la cultura meneghina.

 

Quali sono gli aspetti che vi interessa maggiormente approfondire?

La ricerca si concentra principalmente su grafici storici come Bob Noorda, Italo Lupi, lo Studio Boggeri, solo per citarne alcuni. Ci interessano le insegne storiche, come quelle al neon che erano collocate su Palazzo Carminati di fronte al Duomo o quelle in foglia oro della galleria. Ci interessano i graffiti dei primi writers milanesi, i loghi iconici come quello del Burghy o del lucida scarpe Brill (collocato sempre su Palazzo Carminati), le canzoni, le storie e i nomi popolari. 

 

Come si evolverà il vostro lavoro? Racconterete sempre e solo Milano?

Essendo un progetto autoprodotto possiamo e vogliamo non avere limiti. Per il momento il centro d’interesse è la nostra città ma non escludiamo in futuro pubblicazioni che si distaccheranno da essa. 

 

Quale criterio avete adottato per lavorare al numero #00?

La fanzine #00 è una sorta di presentazione contenente alcuni spunti interessanti da cui si dipaneranno le ricerche successive. Abbiamo selezionato il materiale su cui abbiamo più argomenti da trattare.

 

Il vostro è un progetto auto prodotto, perché questa scelta? 

La scelta di pubblicare in completa autonomia è data dalla possibilità di presentare i nostri progetti nel modo che ci sembra più interessante, sperimentando anche nella forma (scelte di carte, tipologia di stampa etc...). Questo da una parte è più impegnativo ma nello stesso tempo più stimolante.

 

www.tazizine.bigcartel.com

Instagram

 

 

INTERVIEW 

 

 

The Anonymous Project - Lee Shulman 

by Teodora Malavenda

 

 

 

 

How did “The Anonymous Project” begin? What is its intent?

“The Anonymous Project” began from a simple idea after I bought a cheap lot of slides on Ebay. When I saw the slides for the first time, I couldn’t believe the quality and the incredible scenes of life that I discovered in these little windows into the past. So, I bought some more and it just turned into an obsession. 

Quickly I realised that while looking at these unique images certain similar themes were apparent. I realised that we all share the same hopes, dreams and aspirations…a collective memory. These images are all unique, portraits of family life, often full of emotion, funny and surprising. Little windows into our shared memories, these treasures tell the story of all our lives. It’s then that the project began and we haven't looked back since.

 

What main difficulties have you encountered while managing the project?

We have received over 500,000 slides so far so, you can imagine that it’s a huge amount of work logistically. We quickly realised that we needed to create a very dedicated workflow system to keep up with the daily arrivals. The most complicated part of our work is categorizing the images that we edit and entering them into the database with key words and themes so we can locate them easily for various projects and future publications. 

 

How do you plan to grow this extraordinary collective archive?

The project is growing at an exponential rate. The response we have had since we started has been incredible, and through the great press coverage we have had here and abroad, we have people now sending us their own family slides to enter into the collection. We have 3 very distinct ways of collecting: simply buying on the internet, buying at flea markets and thrift shops, and now we seem to be getting a large amount through donations and people who want to be part of the project. What we hope is that this continues, but what we really want is to try and expand our collection worldwide and have a great diversity of cultures and people represented in the collection. 

 

Are you self-financed or is the project also supported from the outside? If it’s also supported, how?

At the moment we are mostly auto-financed but it’s a balancing act. We have had some good sponsorship and amazing support from our partners in France and abroad. We are supported by the PICTO foundation here in France, Hahnemühle is donating paper for our prints, and we are currently partnering with Kodak in London. 

We had our first exhibition in Paris this year and we now have an online gallery where you can buy very limited edition prints of a small selection of our images (www.anonymous-projectshop.com). We have a few publications lined up and are starting to see some financial support coming our way which is really unexpected, but welcome of course.  

 

Which projects are you working on for the next few months?

It’s been an extraordinary year for us. After our first exhibition we received an amazing amount of interest for various projects. What I can tell you is that we are collaborating with Hermes and have signed our first deal with Flammarion, which will be a collaborative project with well known authors here in France. 

We just published a great piece in 6MOIS here in Paris on a lot of slides that all came from the UK and we are excited to announce that our exhibition will be travelling to London in September. We will also have a publication coming out in the New York Times Lens section very soon and hopefully a Fanzine with the incredible Zine Tonic in Italy! Exciting times. 

 

We know you have only one diapositive from Italy, so we take the opportunity to launch a call to send you others.

To be honest, we have almost nothing from Italy, which is such a shame since we have so much from other countries in Europe. We would love to add Italian families to our collection. Come on, dig deep into your cupboards and scour the markets for any slides you can get you hands on. The Anonymous Project will pay for any postal costs. Come join us! 

 

You can send them to the following address:

The Anonymous Project

174, rue du Temple

75003 Paris 

 

www.anonymous-project.com 

Istagram

facebook 

 

INTERVIEW  

 

GIORGIO DI NOTO

by Teodora Malavenda 

 

Titolo libro

The Iceberg

Autore

Giorgio Di Noto

 

Editore

Edition Patrick Frey

Numero pagine

128

Designer

Nicolas Polli

 

Carta utilizzata, copertina, rilegatura e altre particolarità sulla produzione 

Carta Munken Pure 150g; inchiostri invisibili UV; stampa Offset 800 copie

 

copertina rigida; Swiss Binding; scatola in cartone nero con alloggio per lampada UV

 

 

 

Come nasce e si sviluppa l’idea di questo progetto?

Dopo i miei lavori sulla Primavera araba ho iniziato a studiare il Dark Web, utilizzato anche come strumento per aggirare la censura, specialmente in quel periodo. Col tempo ho iniziato ad esplorare questo mondo e ne sono rimasto particolarmente affascinato. Per un po’ ho seguito i mercati illeciti ma poi ho capito che volevo esplorare la dimensione estetica del fenomeno, indagando le immagini che venivano caricate online per illustrare i prodotti. Dopo lunghissime ricerche mi sono accorto che una piccolissima parte di quelle immagini erano originali, ovvero probabilmente scattate dagli stessi autori/venditori con i loro cellulari o macchine fotografiche. Le fotografie erano molto interessanti, spesso frutto di sbagli fotografici come, ad esempio, flash su buste di plastica. O in generale rappresentavano sostanze e prodotti molto esotici, spesso non facilmente riconducibili alla droga. Da qui è nata l'idea di rappresentare queste immagini con un inchiostro invisibile che avevo già sperimentato alcuni mesi prima. Il nesso era perfetto: la luce uv che permette di rivelare le immagini è anche quella usata per cercare tracce di stupefacenti nella realtà. Così è nata l'idea di realizzare un progetto espositivo-installativo in cui le persone  potevano cerare e scoprire le foto apparentemente invisibili.

 

Chi sono i fruitori di questa sorta di “undeground” del web? E qual è la sua funzione nello specifico?

Nel Dark Web ci sono moltissime cose. Dai siti splatter alla pedopornografia, ai mercati di droghe, armi e documenti. Ma è stato ed è tutt'ora uno strumento utilizzato per aggirare la censura in certi paesi, per non essere rintracciabili. Insomma ha le sue buone e cattive declinazioni; è un po' uno specchio della società e di un'ipotetica realtà senza un controllo o un'imposizione di regole da parte di un sistema.

 

Durante la realizzazione di questo libro qual è stato l’aspetto più difficile da gestire?

La parte tecnica ha richiesto molto tempo ed energia per essere risolta ed organizzata. Il libro è stato stampato ad Hong Kong, dove abbiamo trovato la tipografia disposta e capace di stampare con questo genere di inchiostri. Nonostante questo abbiamo avuto moltissimi problemi e sorprese perché comunque neanche loro avevano mai stampato un libro. Questi inchiostri reagiscono in maniera molto particolare, sia in stampa che soprattutto durante l'asciugatura. Il processo di produzione e tutti gli imprevisti correlati fanno quindi parte del progetto stesso.

 

In un contesto di crisi dell’editoria, il tuo libro porta la firma di Edition Patrick Frey. Vuoi parlarci di questa collaborazione? E se non si fosse realizzata, pensi che avresti fatto ricorso al self publishing?

Patrick Frey è una delle migliori case editrici in Europa per quanto riguarda i libri fotografici e non solo. Per me è un po' uno di quei nomi da citare quando ti chiedono “ con chi vorresti pubblicare un libro“. Poi attraverso un contatto in comune sono finito nel loro ufficio a mostrargli il progetto e il dummy. Se ne sono innamorati e dopo poco tempo hanno deciso di pubblicarlo. Mi hanno lasciato carta bianca e mi hanno sostenuto in tutte le fasi. Senza di loro questo libro non sarebbe mai potuto esistere, sono stato molto fortunato.

Riguardo al self-publishing, probabilmente si. Ma sarebbe stata una cosa limitata, fatta in casa. Io invece volevo fare un libro in offset su larga scala.

 

Qual è la tua idea di fotografia e cosa immagini di trovare nel web tra 50 anni?

Per me la fotografia è uno strumento estremamente interessante che cambia in continuazione. La sua ambiguità è il suo punto di forza. Ma la cosa che mi interessa di più è l'immagine tout court. Infatti questo progetto, come altri miei lavori, si concentra più sulla produzione di immagini che sulla fotografia in senso stretto.

Tra 50 anni non so neanche se ci sarà il web o se si chiamerà così. Non so se la strada su cui siamo, della sempre più diffusa condivisione e sovrapposizione tra vita reale e vita virtuale, vedrà una continua evoluzione o ad un certo punto ci sarà una sorta di rivoluzione. Sicuramente la produzione di immagini sarà diffusa ad un livello che non immaginiamo e forse le fotografie verranno scattate dagli oggetti e dai materiali e non più dalle fotocamere. In questo senso la produzione di immagini, da un punto di vista tecnico, sociologico e filosofico, è uno dei punti su cui più mi interessa lavorare e studiare.

 

http://www.giorgiodinoto.com

  

Portfolio

 

Marco P. Valli - Lega Nord Party (2011-2015)

Marco P. Valli - Lega Nord Party (2011-2015)

 

From the text 50 good reasons for the Independence of Padania

One of the most vulgar stereotypes of Italian racism is to describe Padania as a sad, gloomy, foggy and cold land, inhabited by greying people, closed and sad. On the other side there would be a Southern cheerful, sunny, open, full of joy and songs. It is a colossal lie. [...]. [The southern] is a dark culture and full of guilt that comes from their ancestors Greeks and Phoenicians, Muslim influence and a lot of reading of the Mediterranean and Middle Eastern Catholicism. Our genetic heritage is still full of Celts and Venetians characters, peoples who had filled their lives with colours, fantasy, polyphonic songs, large drinks, a serene and "normal" vision of death and a remarkable background cheerfulness. [...]. With the new-found freedom, this world will be again the land of joyful feasts, of choirs and bands, carnival and other oldest festivities, the country of the bards, minstrels and the many colours in which will return to live with peacefulness and joy.

Northern League, whose complete name is Northern League for the Independence of Padania, is an Italian political party born from the union of six regional autonomist movements in northern Italy. Founder of the party in 1991, and Federal Secretary for over 20 years, is Umberto Bossi, from April 2012 Federal President of the movement. The current leader, elected in July 2013, is Matteo Salvini.

Originally supporter of federalism, since 1996, the Northern League has proposed the secession of the northern regions indicated by them with the term Padania. Then, the League proposes the project of creating a federal state, to be achieved through fiscal federalism and devolution to the regions with some of the functions exercised by the State. The party, often called Carroccio in journalistic language, is fighting also for the implementation of standards with the purpose of countering Islamic fundamentalism and is considered one of the Eurosceptic movements. Northern League emphasizes the fight against illegal immigration and also lines up for the protection of the family that should consist only of man and woman with no consideration of whatsoever for same-sex couples.

 

http://www.marcopvalli.com

 

Portfolio

 

Asya Zhetvina - The memoirs of Yan Khtovich

Asya Zhetvina - The memoirs of Yan Khtovich

 

Questioning the very basic notion of photography as probably the most indisputable historical source,

I was trying to build a narrative that intensely takes you back in time and tells a story about my Great grandfather and his secret group of ornithologists working in Germany during WW2 to defy the Russian Army using spy pigeons.

Conceived under the form of a personal diary and memoir composed by the leader of the group,Yan Khtovich, the project builds a narrative through the combination of written accounts, images, documents, collages and contemporary photographs printed with old printing techniques.

The result is an account of this experimental operation, and the reader is guided into believing the accuracy of the story with a mindfully tailored path of historical and personal facts about the so-called “author” Yan Khtovich and his work for the Spy Pigeon project.

Initiated by the notion of the employ of pigeons during wartime (a historical fact), mainly as messengers.

I was born and raised in a country such as Russia where propaganda has always overcome the actual historical truth, also addresses the über contemporary concept of post-truth. Named by the Oxford Dictionary as 2016 word of the year, the lemma has become part of our vocabulary due to the incredible outburst of fake news and manipulated information the world has witnessed lately.

Developed in the context of contemporary research, the thought provoking project creates a non ceasing dialogue between today and the past, between fiction and truth, with an innovative language based -of course- on photographic material, but also on the combination images with other forms of so-called documentation of the past.The result of is a memoir of a non existing -yet real-Yan Khtovich and the story of his life. 

 

http://www.zhetvina.com

 

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